Oltre 70 partecipanti hanno seguito il webinar dedicato alle digital PR e alle relazioni con i media, un incontro pensato per aiutare micro, piccole e medie imprese a capire come ottenere visibilità qualificata senza dipendere esclusivamente dall’advertising.
Durante il webinar abbiamo affrontato temi centrali come notiziabilità, media outreach, contenuti PR digitali, rapporto tra PR e ADV, creator economy e misurazione dei risultati. Ma soprattutto è emerso un dato chiaro: oggi parlare di digital PR significa costruire relazioni, autorevolezza e contenuti utili, non solo cercare pubblicazioni.
Perché oggi le digital PR sono così rilevanti
In un contesto in cui la visibilità a pagamento è sempre più costosa e competitiva, le digital PR rappresentano una leva strategica per rafforzare reputazione, credibilità e presenza online.
Il cuore del lavoro non è l’autoreferenzialità, ma la capacità di trasformare un’attività aziendale in una storia con un reale interesse editoriale. In altre parole: non tutto ciò che accade in azienda è una notizia, ma quasi ogni impresa può trovare un proprio angolo di racconto se lavora bene su messaggi, timing e pubblico.
Le domande più interessanti emerse durante il webinar
La sessione Q&A ha confermato quanto il tema delle digital PR sia sentito, soprattutto da chi opera in mercati verticali o molto competitivi. Di seguito raccogliamo alcune delle domande più interessanti emerse in diretta.
Digital PR in settori verticali: il caso del luxury real estate
Uno dei partecipanti ha posto una domanda molto centrata sul luxury real estate, sottolineando quanto le digital PR cambino quando il mercato è altamente specifico.
Nei settori premium o ad alta specializzazione, la visibilità non si costruisce con volumi elevati di contatti, ma con una selezione accurata di media, giornalisti, network e creator coerenti con il posizionamento del brand.
Come scrivere un messaggio di outreach a freddo senza risultare autoreferenziali
Una delle richieste più utili ha riguardato un esempio concreto di outreach a freddo verso i giornalisti.
Un messaggio efficace parte dal contesto del destinatario e non dall’azienda. È molto più efficace proporre un caso, un dato o una storia utile per i lettori, piuttosto che parlare di sé in modo autoreferenziale.
Un buon outreach non dice “siamo i migliori”, ma suggerisce: “abbiamo un contenuto utile per il tuo pubblico”.
Creator: quando si parla di PR e quando si parla di advertising?
Un’altra domanda ha riguardato il rapporto con i creator: perché un creator dovrebbe pubblicare contenuti senza essere pagato?
Quando c’è un compenso economico, siamo nell’influencer marketing. Quando invece un creator pubblica perché il contenuto è rilevante per il suo pubblico, entriamo nelle digital PR.
Il valore può essere dato da contenuti esclusivi, dati, accesso o posizionamento, non solo da un pagamento.
Quanto conta la pubblicità per ottenere pubblicazioni?
In alcuni settori, soprattutto offline o molto competitivi, la pubblicità è una leva importante.
Ma pubblicità e digital PR non sono alternative:
la pubblicità garantisce visibilità e controllo
le digital PR costruiscono credibilità e autorevolezza
Se un’azienda deve sempre pagare per ottenere visibilità, spesso manca un contenuto realmente notiziabile o un corretto angolo editoriale.
Quali strumenti AI utilizzare per dati e piano editoriale
Gli strumenti di intelligenza artificiale possono supportare la creazione e l’organizzazione dei contenuti, ma non sostituiscono la strategia.
Nelle digital PR, restano centrali la qualità dei contenuti, la notiziabilità e la relazione con media e creator.
Come valutare un micro-influencer
La valutazione non deve basarsi solo sui numeri, ma su:
coerenza con il target
qualità dell’audience
credibilità del creator
capacità di generare interazioni reali
Nelle digital PR, la rilevanza conta più della dimensione.
Cosa ci portiamo a casa da questo webinar sulle digital PR
Le digital PR non sono invio di comunicati o azioni sporadiche, ma un processo strutturato che unisce contenuti, relazioni e strategia.
Per una PMI, significa rispondere a domande concrete:
abbiamo contenuti davvero interessanti?
stiamo parlando al pubblico giusto?
offriamo valore o solo promozione?
misuriamo i risultati in modo corretto?
Le digital PR funzionano quando diventano un’attività continua e coerente.
Vuoi capire se le digital PR sono adatte alla tua azienda?
Ogni settore ha dinamiche diverse. Per questo è importante capire se e come applicare una strategia di digital PR nel proprio contesto.
Se vuoi approfondire o valutare il tuo caso specifico:
Il webinar “Digital Marketing per l’avvio d’impresa – Come usare gli strumenti digitali per partire con il piede giusto”, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e tenuto da Fabrizio Mignani (CEO di ShareNow), ha registrato una partecipazione molto elevata e, soprattutto, un forte coinvolgimento da parte dei partecipanti .
Un segnale chiaro: oggi il tema del digital marketing per aspiranti imprenditori non è più accessorio, ma centrale per chi vuole avviare un’attività in modo consapevole e competitivo.
Le domande degli aspiranti imprenditori: il vero punto di partenza
Uno degli aspetti più interessanti del webinar è stato il numero e la qualità delle domande ricevute. Non semplici curiosità, ma dubbi concreti che riflettono le reali difficoltà di chi si affaccia al mondo imprenditoriale.
Tra le più frequenti:
Da dove partire davvero con il digital marketing?
Meglio realizzare prima un sito o aprire i social?
Quanto bisogna investire per ottenere risultati?
Come trovare i primi clienti?
Queste domande hanno guidato l’intero webinar, trasformandolo in un momento di confronto pratico e non solo teorico.
Il primo errore da evitare: partire dagli strumenti
Uno dei concetti chiave emersi è che molti aspiranti imprenditori commettono lo stesso errore: iniziare dal “fare” senza aver definito il “perché”.
Aprire un sito, creare profili social o avviare campagne pubblicitarie senza aver chiarito:
a chi si vuole vendere
quale problema si risolve
quale valore si offre
porta spesso a una presenza online inefficace.
Come evidenziato durante il webinar, il rischio è quello di avere “presenza online… ma nessun risultato” .
Il digitale è un processo, non un’azione
Un altro messaggio fondamentale per gli aspiranti imprenditori riguarda il funzionamento reale del digitale.
Non esiste una scorciatoia del tipo:
pubblico → vendo subito
Il processo corretto è invece:
intercettare una domanda
offrire contenuti utili
costruire fiducia
generare contatto
arrivare alla vendita
Un approccio che richiede metodo, costanza e visione strategica, ma che consente di costruire risultati duraturi nel tempo.
Il ruolo centrale del sito web
Durante il webinar è stato ribadito un concetto spesso sottovalutato: il sito web è ancora oggi il cuore della presenza digitale.
È il luogo in cui gli utenti arrivano dopo aver scoperto un brand tramite Google, social o altri canali, ed è proprio lì che prendono decisioni: contattare, approfondire o acquistare.
Per questo motivo, il sito non deve essere solo “bello”, ma:
chiaro
utile
orientato all’utente
progettato per convertire
SEO e contenuti: farsi trovare senza inseguire i clienti
Un altro tema centrale è stato quello della SEO (Search Engine Optimization), ovvero l’insieme di tecniche che permettono di farsi trovare online attraverso contenuti basati sulle ricerche reali degli utenti.
Gli aspiranti imprenditori devono comprendere che oggi le persone non cercano pubblicità, ma:
informazioni
soluzioni
risposte
Chi riesce a intercettare queste ricerche attraverso contenuti utili ha un vantaggio competitivo enorme, perché viene trovato in modo naturale, senza dover necessariamente investire in advertising continuo.
I social: relazione prima della vendita
Molto interesse ha suscitato anche il tema dei social network, spesso fraintesi da chi è all’inizio.
I social non sono un canale di vendita diretto, ma una “piazza digitale” in cui:
farsi conoscere
costruire relazioni
far emergere bisogni
Solo successivamente possono diventare uno strumento efficace anche per la vendita.
Un approccio troppo commerciale, soprattutto nelle fasi iniziali, rischia invece di allontanare il pubblico.
L’intelligenza artificiale: un acceleratore per chi parte oggi
Tra gli elementi più attuali affrontati durante il webinar, anche il ruolo dell’intelligenza artificiale.
L’IA non sostituisce l’imprenditore, ma lo affianca:
nella fase strategica (analisi, target, posizionamento)
nella fase operativa (contenuti, SEO, social)
Per gli aspiranti imprenditori rappresenta oggi una grande opportunità:
fare meglio, più velocemente e con meno sprechi di risorse.
Un percorso che continua
Il webinar non è stato un punto di arrivo, ma un punto di partenza.
L’elevata partecipazione e il numero di domande dimostrano quanto sia forte il bisogno di formazione e accompagnamento nel digitale.
Per questo motivo, ShareNow continuerà a proporre iniziative in-formative rivolte agli aspiranti imprenditori, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e migliorare l’efficacia delle attività digitali.
Perché, come emerso chiaramente durante l’incontro, il vero obiettivo non è “essere online”…
ma essere trovati, capiti e scelti. Se vuoi maggiori informazioni o vuoi un digital check up entra in contatto con noi!
Accessibilità sito web: oggi è un obbligo, ma soprattutto una scelta strategica
L’accessibilità dei siti web è diventata uno dei temi più urgenti per le imprese italiane.
Dal 28 giugno 2025, con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA), l’adeguamento dei siti web non è più una scelta facoltativa per molte aziende, ma un obbligo normativo concreto.
Il problema?
Molte imprese si trovano oggi a dover affrontare l’accessibilità sito web senza un metodo chiaro, con informazioni frammentate e offerte di mercato spesso fuorvianti.
Il webinar organizzato da Punto Impresa Digitale – Formaper e tenuto da ShareNow! il 17 marzo 2026 nasce proprio per questo: rendere l’accessibilità dei siti web comprensibile, concreta e sostenibile per le PMI.
Cos’è l’accessibilità del sito web (e perché riguarda tutte le aziende)
Quando si parla di accessibilità sito web, non si tratta solo di “rendere il sito leggibile”.
Significa progettare e sviluppare un sito che sia utilizzabile da tutti:
– persone con disabilità visive, motorie o cognitive
– utenti con connessioni lente o dispositivi limitati
– chi naviga da mobile o solo da tastiera
L’accessibilità sito web è progettazione inclusiva, non adattamento tardivo.
Ma c’è di più.
Un sito accessibile è anche:
– più performante lato SEO
– più chiaro lato esperienza utente
– più efficace lato conversione
In sintesi: l’accessibilità del sito web migliora tutto il progetto digitale.
Accessibilità sito web e normativa: cosa cambia dal 2025
L’accessibilità del sito web è oggi regolata da un quadro normativo preciso.
I punti chiave:
– Direttiva UE 2019/882 (European Accessibility Act)
– recepimento in Italia con D.Lgs. 82/2022
– obbligo attivo dal 28 giugno 2025
– standard tecnico: EN 301 549 (basato su WCAG 2.1 AA)
L’obbligo riguarda siti web, e-commerce, app e servizi digitali.
Non tutte le aziende sono coinvolte allo stesso modo:
– microimprese → esenti
– PMI e grandi imprese → soggette all’obbligo
Ma attenzione: anche chi non è obbligato dovrebbe lavorare sull’accessibilità del sito web per motivi competitivi e commerciali.
Il rischio più grande: affrontare male l’accessibilità sito web
Oggi il mercato dell’accessibilità sito web è pieno di soluzioni “facili” che promettono risultati immediati.
Tra le più diffuse:
– plugin automatici “one click”
– overlay che simulano accessibilità
– scanner venduti come soluzione definitiva
– certificazioni non riconosciute
Il problema è che questi strumenti coprono solo una parte delle criticità (circa 25–40%).
E soprattutto: non rendono davvero accessibile un sito web.
L’accessibilità sito web non si risolve con un plugin.
Si costruisce a livello di codice, contenuti e struttura.
Accessibilità sito web sostenibile: il vero approccio per le PMI
Il concetto chiave è quello di accessibilità sito web sostenibile.
Significa lavorare con un approccio:
– proporzionato alle dimensioni dell’azienda
– sostenibile economicamente
– gestibile nel tempo
Non serve rifare tutto.
Serve capire cosa fare, quando farlo e con quale priorità.
Il metodo corretto per l’accessibilità sito web
Un progetto efficace segue un processo strutturato:
1. Audit iniziale
Analisi tecnica e dei contenuti, automatica e manuale
2. Prioritizzazione
Intervenire sulle barriere più impattanti
3. Interventi mirati
Correzioni tecniche ed editoriali proporzionate
4. Verifica
Test con strumenti e utenti reali
5. Manutenzione
Formazione e controllo continuo
L’accessibilità sito web è un processo continuo, non un’attività una tantum.
Meglio adeguare o rifare il sito?
I dati sono chiari:
– accessibilità sito web “by design” → +10–20%
– adeguamento successivo → fino al +50–200%
Progettare accessibile è sempre più conveniente.
Per i siti esistenti esistono diversi livelli di intervento:
– micro-fix (alt text, ARIA, contrasti)
– miglioramenti strutturali
– revisione completa
La scelta giusta dipende sempre da un audit iniziale.
Perché investire nell’accessibilità sito web oggi
L’accessibilità sito web non è solo una questione normativa.
È un investimento con ritorni concreti:
– maggiore visibilità SEO
– migliore esperienza utente
– aumento della fiducia
– riduzione dei rischi legali
E soprattutto: accesso a un pubblico più ampio.
I relatori del webinar
Gianluca Sigiani– https://www.linkedin.com/in/gianlucasigiani/
Consulente strategico digitale con oltre 20 anni di esperienza, cofondatore di ShareNow!, ha lavorato con importanti brand internazionali supportando la trasformazione digitale delle imprese.
Conclusione: l’accessibilità sito web è un vantaggio competitivo
L’accessibilità sito web non è più un tema tecnico per addetti ai lavori.
È una leva strategica.
Un sito accessibile è:
– più inclusivo
– più performante
– più efficace
– più competitivo
Non si tratta solo di rispettare una norma,
ma di costruire un digitale migliore.
Vuoi capire a che punto è l’accessibilità del tuo sito web?
Richiedi una valutazione del tuo sito: analizziamo le criticità reali e definiamo un piano di intervento sostenibile, senza sprechi e senza soluzioni inutili.
L’accessibilità del sito web non si improvvisa. Si progetta.
Oltre 100 aziende collegate: il tema della visibilità digitale e della Answer Engine Optimization è centrale
Il 24 febbraio 2026 si è svolto il webinar organizzato da CCIAA Milano dedicato al tema:
“SEO e AEO – Come farsi trovare dai motori di ricerca e dalle intelligenze artificiali”
All’incontro hanno partecipato oltre 100 aziende collegate, a conferma di quanto il tema della visibilità digitale sia oggi strategico per imprese di ogni settore.
L’obiettivo del webinar è stato chiarire in modo concreto:
come stanno cambiando i motori di ricerca
quale ruolo stanno assumendo le intelligenze artificiali
cosa devono fare le aziende per non perdere visibilità
perché la answer engine optimization rappresenta un’evoluzione naturale della SEO
Chi ha guidato il webinar
Il webinar è stato condotto da:
Fabrizio Mignani
Consulente e formatore di web marketing, CEO di ShareNow!
Gianluca Sigiani
Consulente strategico digitale e cofondatore di ShareNow! – Network per le strategie digitali delle imprese.
Gianluca Sigiani collabora da oltre vent’anni con imprese di diversi settori nella definizione di strategie digitali e ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’information & communication technology .
Fabrizio Mignani opera da oltre un decennio nella consulenza di web marketing ed è alla guida operativa di ShareNow! .
È possibile entrare in contatto con loro anche su LinkedIn:
Lo scenario 2026: motori di ricerca e AI stanno convergendo
Durante il webinar è stato analizzato lo scenario digitale attuale:
oltre l’85% della popolazione utilizza Internet
il traffico mobile è dominante
gli utenti cercano principalmente contenuti informativi prima di acquistare
le AI filtrano e sintetizzano le informazioni
Un passaggio centrale dell’incontro ha evidenziato che i motori di ricerca si stanno evolvendo in motori di risposta .
Questo significa che non è più sufficiente essere indicizzati:
i contenuti devono essere strutturati in modo tale da poter essere estratti, sintetizzati e citati dai sistemi di intelligenza artificiale.
SEO e Answer Engine Optimization: differenze e integrazione
Nel webinar è stata proposta una distinzione chiara:
SEO (Search Engine Optimization): ottimizzazione per farsi trovare nei risultati organici tradizionali.
AEO (Answer Engine Optimization): strutturazione dei contenuti affinché possano diventare risposte estratte dai motori di risposta e dalle AI.
È stato sottolineato che l’answer engine optimization non sostituisce la SEO, ma ne rappresenta un’evoluzione .
La SEO resta la base tecnica e semantica.
L’AEO interviene sulla forma e sull’organizzazione dei contenuti.
Il sito web come piattaforma strategica
Uno dei concetti centrali emersi riguarda il ruolo del sito web.
Il sito non deve essere una semplice vetrina, ma uno strumento capace di:
intercettare utenti qualificati
guidare l’utente verso l’azione
raccogliere dati utili al miglioramento continuo
costruire autorevolezza
dialogare con motori di ricerca e AI
È stato evidenziato come la progettazione debba partire dalla mappatura delle parole chiave e dalla costruzione di una Site Map SEO, prima ancora della grafica.
Dal contenuto informativo al contenuto risolutivo
Un altro punto chiave ha riguardato il cambiamento nel comportamento degli utenti.
Le ricerche stanno diventando:
più conversazionali
più dettagliate
orientate alla soluzione
formulate come domande complete
In questo contesto, la answer engine optimization richiede che ogni pagina:
parta da una domanda reale
fornisca una risposta sintetica iniziale
sviluppi il tema in modo strutturato
includa elementi di credibilità (E-E-A-T)
Le AI privilegiano contenuti:
chiari
completi
aggiornati
affidabili
Testi generici o autoreferenziali non vengono premiati.
Il messaggio conclusivo del webinar
La sintesi finale dell’incontro è stata chiara:
la SEO continua a generare traffico
l’answer engine optimization aumenta la probabilità di essere scelti
la struttura del sito è il vero moltiplicatore di efficacia
Per le imprese questo significa adottare un approccio integrato che comprenda:
SEO tecnica
architettura informativa coerente
contenuti progettati per rispondere
autorevolezza costruita nel tempo
Vuoi approfondire la Answer Engine Optimization per la tua azienda?
Se desideri comprendere come applicare concretamente la answer engine optimization alla tua realtà aziendale, puoi entrare in contatto con il team di ShareNow!.
Puoi scrivere direttamente a:
Oppure contattarci tramite il sito ShareNow! per una valutazione della tua presenza digitale.
Costruire una strategia SEO + AEO oggi significa costruire una presenza online solida, strutturata e capace di dialogare sia con le persone sia con le intelligenze artificiali.Scrivici!
L’intelligenza artificiale nelle aziende non è più un tema futuristico o riservato alle grandi multinazionali. Oggi è una realtà concreta anche per le PMI, ma solo a una condizione: essere utilizzata con metodo e strategia.
Nel webinar gratuito dedicato all’Intelligenza Artificiale, realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi nell’ambito del Punto Impresa Digitale, oltre 100 aziende lombarde hanno affrontato una domanda cruciale:
come integrare l’IA nelle aziende senza trasformarla in un ulteriore elemento di confusione?
Il vero problema non è la tecnologia, ma la complessità non governata
Oggi le aziende operano in un contesto caratterizzato da:
più canali digitali
più concorrenza
meno tempo a disposizione
Ma non necessariamente da maggiore chiarezza.
Molte imprese fanno “tante cose online”, utilizzano strumenti diversi, sperimentano anche l’intelligenza artificiale… ma senza sapere davvero cosa funziona e cosa no.
👉 Fare digitale senza metodo costa più che non fare.
Intelligenza artificiale nelle aziende: sfatiamo un falso mito
Uno dei falsi miti più diffusi è questo:
❌ “L’intelligenza artificiale può fare marketing al posto mio” ✅ “L’intelligenza artificiale può aiutarmi a prendere decisioni migliori”
Nelle aziende, l’IA non sostituisce il pensiero strategico, ma lo supporta. Se usata senza una visione chiara, rischia di amplificare il caos invece di ridurlo.
Quando l’intelligenza artificiale è davvero utile nelle aziende
L’intelligenza artificiale nelle aziende funziona meglio quando viene utilizzata per:
analizzare dati, contesti, presenze online
sintetizzare informazioni complesse
strutturare processi, contenuti e flussi di lavoro
È particolarmente efficace quando serve un supporto razionale e metodologico, non creatività estemporanea.
Dove l’IA non può (e non deve) sostituire l’uomo
Per quanto potente, l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere usata per:
definire la visione aziendale
assumere responsabilità
stabilire priorità di business
Il pensiero strategico, prima e dopo l’uso dell’IA, deve rimanere umano.
Intelligenza artificiale e aziende: si parte sempre dall’analisi
Uno degli errori più comuni è introdurre nuove tecnologie – o rifare il sito – prima di aver chiarito la strategia.
Nel webinar abbiamo mostrato come l’IA possa aiutare le aziende a porsi le domande giuste, ad esempio:
cosa comunica davvero il mio sito a un potenziale cliente?
perché un cliente dovrebbe scegliere me e non un concorrente?
quali prodotti o servizi ha davvero senso promuovere online?
chi è il mio target reale?
👉 Senza queste risposte, il sito e i contenuti restano solo contenitori.
Il sito web come hub strategico (SEO + AEO)
Nel contesto dell’intelligenza artificiale nelle aziende, il sito web assume un ruolo centrale.
Il sito non è:
una brochure digitale
una semplice vetrina
un insieme di pagine scollegate
Il sito è:
un sistema di risposte
un punto di riferimento per clienti e motori di ricerca
il centro della comunicazione digitale aziendale
È l’unico asset digitale che l’azienda controlla davvero.
SEO e AEO: farsi trovare e farsi scegliere
Quando si parla di intelligenza artificiale nelle aziende, non basta “farsi trovare” online.
SEO (Search Engine Optimization) → intercettare le ricerche
AEO (Answer Engine Optimization) → rispondere in modo chiaro alle domande
Entrambe partono dai contenuti e dalla capacità di spiegare bene:
problemi
soluzioni
differenze reali
Contenuti e IA nelle aziende: meno quantità, più valore
Molte aziende dichiarano:
“Non sappiamo cosa pubblicare” “Non siamo costanti” “I contenuti non portano risultati”
Il problema non è la quantità di contenuti, ma la mancanza di una direzione.
Ogni contenuto dovrebbe:
rispondere a una domanda reale
sostenere un obiettivo chiaro
guidare un’azione
L’intelligenza artificiale può aiutare a:
strutturare contenuti
riutilizzarli su più canali
mantenere coerenza tra sito, social e newsletter
Il valore, però, non è nel testo, ma nel pensiero che lo guida.
Dati, monitoraggio e decisioni: il ruolo dell’IA
Le aziende oggi hanno accesso a molti dati, ma prendono poche decisioni.
L’IA può supportare il monitoraggio aiutando a:
sintetizzare numeri complessi
individuare pattern
evidenziare criticità
Ma:
l’IA suggerisce
l’uomo interpreta e decide
Il digitale efficace è un processo continuo di analisi, test e miglioramento.
Chi ha guidato il webinar
Il webinar è stato condotto da:
Fabrizio Mignani Consulente e formatore di web marketing, CEO di ShareNow!
Gianluca Sigiani Consulente strategico digitale e cofondatore di ShareNow! – Network per le strategie digitali delle imprese.
Puoi entrare in contatto con loro anche su LinkedIn:
Pochi giorni fa abbiamo "varato" il nuovo sito dello Studio Legale Galli Del Duca di Saronno. Uno Studio Legale giovane, serio e preparato che offre assistenza legale in diritto civile, penale e del lavoro.
Oltre a realizzare il nuovo sito curando la comunicazione dello Studio Legale, abbiamo analizzato la SEO e ottimizzato i contenuti semanticamente e a livello tecnico con l'obiettivo di far competere adeguatamente questo team di avvocati nel territorio di Saronno e non solo.